Guide / Sound design
Sound design e post-produzione audio per video: che differenza c'è e cosa state comprando

Nel contesto dei video, sound design e post-produzione audio vengono usati spesso come sinonimi, e a volte lo sono: "sound design" suona meglio e incuriosisce di più chi non è del mestiere, "post-produzione audio" è il nome tecnico. Quando invece i due termini indicano cose diverse, la differenza sta tra la parte creativa del suono di un video e la parte tecnica. Capirla aiuta a scrivere un brief e a leggere un preventivo.
Qui "sound design" ha il significato che ha nel video. Non va confuso con l'altro mestiere che porta lo stesso nome: creare suoni da zero o partendo da campioni, con la sintesi e l'elaborazione, per strumenti, videogiochi o librerie di suoni.
Il sound design: la parte creativa
Fare sound design vuol dire sonorizzare un video con creatività: costruirne il mondo sonoro con effetti, ambienti, foley e musica, con una direzione artistica. Il video non si limita a mostrare le immagini, si ascolta: il materiale che si piega, la stanza in cui si parla, il passaggio da una scena all'altra.
Gli elementi tipici:
- effetti sonori (sound FX): oggetti, macchine, impatti, interfacce;
- ambienti: il suono di fondo di un luogo, che dà spazio e continuità alle inquadrature;
- foley: i suoni registrati a tempo con le immagini, come passi, vestiti, mani, oggetti maneggiati;
- transizioni: i suoni che accompagnano tagli, titoli e grafiche;
- texture e suoni astratti, quando il video racconta un'idea più che una scena;
- la scelta musicale, quando fa parte della direzione artistica.
Il sound design non riguarda solo i video: si fa anche per installazioni, app, programmi radio.
La post-produzione audio: la parte tecnica
La post-produzione audio lavora sul materiale che esiste già: le interviste, la presa diretta, la voce fuori campo, la musica, anche un sound design fatto da altri. Lo mette in ordine, lo pulisce e lo porta a un mix finito, pronto per la destinazione.
Comprende di solito:
- editing dei dialoghi: scelta delle parti migliori, tagli puliti, continuità tra un'inquadratura e l'altra;
- pulizia: riduzione di rumori, ronzii, riverberi;
- ADR, cioè il doppiaggio in studio delle battute registrate male sul set, quando serve;
- editing della musica sul montaggio: tagli, finali, riprese allineate ai cambi di scena;
- mix: l'equilibrio tra voce, musica ed effetti;
- loudness e consegna: il livello giusto per ogni piattaforma, spiegato nella guida su quanti LUFS consegnare.
Dove si sovrappongono
Il confine non è netto. Anche il mix ha una componente creativa e di gusto: decidere quando la musica lascia spazio a un suono, o quanto far sentire un ambiente, è una scelta di racconto oltre che tecnica. La regola pratica: quando le scelte artistiche sul suono le fa chi lavora all'audio, si sta comprando anche sound design; quando si tratta di sistemare e mixare materiale già scelto da altri, è post-produzione.
Nei progetti video conviene non fermarsi a musica e parlato. Effetti sulle transizioni, foley e ambienti fanno vivere il video oltre le immagini, anche in un'intervista: in Vinaioli del Friuli le voci della famiglia sono il filo conduttore, e sotto c'è uno strato di sound design. All'estremo opposto, L'evoluzione della specie è tutto sound design astratto, costruito in crescendo.
Chi fa cosa
Intorno all'audio di un video lavorano spesso più figure, e a volte una sola persona ne copre diverse:
- il fonico di presa diretta registra le voci sul set;
- lo speaker registra la voce fuori campo;
- il compositore scrive la musica originale, quando non si usa musica d'archivio;
- il sound designer costruisce effetti, ambienti e foley;
- chi fa post-produzione audio monta, pulisce e mixa tutto, e consegna.
L'equivoco più comune
Quando un'agenzia chiede "il sound design", spesso intende più cose: la scelta della musica, il mix della voce, o tutto l'audio del video. Per evitare preventivi che non si confrontano tra loro, nel brief conviene descrivere cosa serve:
- quale materiale audio esiste già (presa diretta, voce, musica) e quale va creato;
- se servono effetti, ambienti e foley, o solo il mix di voce e musica;
- dove uscirà il video (social, YouTube, TV, piattaforme, cinema);
- quali file servono alla fine;
- indicare un prodotto di riferimento, se esiste.
Per i materiali da preparare per chi lavora all'audio c'è la guida su cosa consegnare al sound designer.
Cosa si riceve alla fine
La consegna base è il master, cioè il mix finito, nelle versioni per le destinazioni previste: web, TV, piattaforme. Su richiesta si possono avere anche:
- gli stem, cioè il mix diviso in dialoghi, musica ed effetti: sommati insieme restituiscono il mix completo. Netflix, per esempio, li chiede per ogni mix in lingua originale;
- la versione senza voce (M&E, musica ed effetti), utile per adattare il video in altre lingue o rifare lo speakeraggio;
- versioni alternative, per esempio senza musica o con tagli diversi.
Conviene chiederli prima di cominciare, anche se non servono subito: preparare gli stem durante il lavoro è semplice, ricostruirli mesi dopo molto meno.
Ogni progetto è diverso: scrivimi con il video, o con il brief, e capiamo insieme di cosa ha bisogno.
Fonti
Treccani, Lessico del XXI secolo, voce "Sound design" (treccani.it) · Accademia di Belle Arti di Venezia, "Sound design. Ambiguità e necessità storica di un termine alla moda" (accademiavenezia.it) · Netflix Partner Help Center, "Netflix Sound Mix Specifications & Best Practices" e "M&E Creation & Delivery Guidelines" (partnerhelp.netflixstudios.com) · EBU, Raccomandazione R 128 sulla loudness (tech.ebu.ch).