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RICCARDO VOJVODA Sound Design | Audio Post
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Guide / Consegna dei materiali

Cosa consegnare al sound designer: esporto video, AAF e presa diretta

· 4 min di lettura

Timeline di montaggio video con le tracce audio sul monitor
Foto: Bas Peperzak, Unsplash

Il montaggio è chiuso, il cliente ha approvato, e ora il video deve andare "in audio". A questo punto arriva sempre la stessa domanda: cosa mando? Qui sotto la lista, con il perché di ogni voce e gli errori che fanno perdere più tempo.

1. Il video di riferimento

Serve un file video che sia esattamente il montaggio approvato, con queste caratteristiche:

  • Stesso frame rate del progetto (25, 24, 23,976, 30: quello del progetto, senza conversioni).
  • Risoluzione ridotta: un H.264 a 1080p o un ProRes Proxy. Non serve il master 4K.
  • L'audio del montaggio dentro il file, mixato come si sente in montaggio.
  • (Facoltativo) Timecode visibile in sovrimpressione (burn-in) e timecode di partenza uguale a quello della timeline, per esempio 01:00:00:00.

2. L'AAF, con gli handles

L'AAF (Advanced Authoring Format) è il file che trasferisce la timeline audio dal programma di montaggio a quello di post-produzione, con tagli, posizioni, nomi delle clip e livelli. Le cose da impostare nell'esportazione:

  • Meglio se con audio incorporato (embedded), non collegato: così arriva tutto in un file solo.
  • Handles di almeno 5 secondi (120 fotogrammi a 24 fps, 125 a 25 fps). Gli handles sono il margine di lavoro delle clip audio, prima e dopo ogni taglio: servono per allungare una clip, ammorbidire un attacco, coprire un buco, modificare un crossfade.
  • 48 kHz, 24 bit, senza conversioni.
  • Niente effetti audio stampati sui file: gli effetti di montaggio (equalizzatore, riduttore di rumore) non viaggiano nell'AAF, ma Premiere e Avid hanno un'opzione di esportazione che li renderizza dentro i file audio ("Render audio clip effects" in Premiere). Va lasciata spenta. Il volume delle clip e le dissolvenze invece vanno bene, si leggono.
  • Tracce ordinate: dialoghi in alto, poi effetti, poi musiche. Non è obbligatorio, ma fa risparmiare un'ora.

Se il programma propone anche OMF: meglio lasciar perdere. È il formato vecchio, ha un limite di 2 GB e perde informazioni. AAF sempre.

Da DaVinci Resolve, Premiere Pro, Avid Media Composer e Final Cut Pro (con X2Pro) l'esportazione AAF esiste in tutti i casi. Se ci sono dubbi sulle impostazioni, chiedimi pure prima di esportare.

3. La presa diretta originale

Se il video è girato con un fonico di presa diretta, servono le cartelle originali del registratore, non solo l'audio che sta nell'AAF. Il motivo: nei file originali possono esserci take alternative, utili per sostituire piccoli errori o recuperare materiale simile, coerente con il suono di produzione.

Fondamentale, per produzioni corpose, è il bollettino sonoro con le note del fonico: da lì si recuperano tutte le informazioni sul registrato.

Se si è girato senza fonico, con l'audio della camera o un registratore a parte, è possibile che venga richiesto comunque tutto il girato audio.

4. Le musiche e la loro licenza

Per ogni brano scelto: il file in qualità piena (WAV o AIFF, non l'MP3 scaricato per la prova) e la licenza o il riferimento del catalogo.

5. Un brief di tre righe

Bastano queste informazioni:

  • Video di riferimento estetico, stilistico, tecnico (ads, film, documentari ecc.).
  • Dove va il video: TV, cinema, sito, social, fiera. Cambia il formato di consegna e il livello di volume (loudness).
  • In che formato va consegnato: stereo, 5.1, stem separati (dialoghi, musica, effetti), versioni in più lingue.
  • Deadline.

La lista in breve. Video di riferimento con timecode · AAF incorporato con handles da 5 secondi · presa diretta originale con bollettino · musiche in WAV con licenza · destinazione, formato, data, eventuale reference.

Gli errori che costano più tempo

  1. Il montaggio cambia dopo la consegna. Ogni modifica al video dopo l'invio dell'AAF vuol dire riallineare a mano tutto il lavoro fatto (in gergo: reconform). Meglio un giorno di attesa in più che un picture lock finto.
  2. AAF senza handles. Se serve una porzione tagliata male, bisogna per forza risincronizzare la take originale.
  3. Frame rate diverso tra video e AAF. Tutto scivola di qualche fotogramma e i dialoghi finiscono fuori sincrono.
  4. Timecode di partenza diverso tra il video e la timeline.
  5. Musica in MP3.
  6. Effetti audio già applicati nell'AAF: il riduttore di rumore del montaggio non si toglie più.

Se una di queste cose è già successa, non è la fine del mondo: si sistema. Ma può costare una giornata di lavoro in più.

Dubbi su come esportare?

Meglio scrivermi prima: mando le impostazioni per il programma usato, così l'esportazione si fa una volta sola.

Scrivimi se il tuo progetto ha bisogno di cura sonora.

Mi chiamo Riccardo Vojvoda, sound designer, post-producer e fonico per film, documentari, branded content, animazione, videogiochi, radio e installazioni immersive. Sono disponibile da remoto o in presenza, in italiano, inglese e francese.

Rispondo di norma entro 24-48 ore. Hai dubbi sul processo o sui materiali da consegnare? Consulta le FAQ.